Voglia di tenerezza è stato pubblicato su Lei Style di marzo 2023.
Una condizione dell’anima che cerchiamo negli altri e che gli altri cercano in noi. Un atto d’amore quieto e silenzioso, capace di riscaldarci e sciogliere il freddo.
Ci sono occasioni in cui siamo tanto fragili e poco resistenti, da poterci sbriciolare, totalmente friabili, per il mondo e per gli altri. E l’unica – e più dolce – nostra richiesta è semplicemente quella di poter essere tenuti insieme. È allora che cerchiamo tenerezza, cioè un atto d’amore quieto, nel silenzio dei sensi, riduzione all’abbraccio di qualcosa di vasto. Incommensurabilmente vasto. Tenerezza, la cui unica unità di misura è l’abbraccio, tanto più avvolgente quanto più sconfinato. “Don’t talk, put your head on my shoulder / Come close, close your eyes and be still / Don’t talk, take my hand and listen to my heart beat/ Listen, listen, listen” [Non parlare, appoggia la testa sulla mia spalla / Vieni qui, chiudi gli occhi e non muoverti / Non parlare, prendi la mia mano e ascolta il mio cuore / Ascolta, ascolta, ascolta. (da Pet Sounds dei Beach Boys, del 1966)].
Non cerchiamo parole, ma aria, calma rarefatta, da respirare. Non cerchiamo compassione, ma solo il suono di un cuore che vive e che ci richiama al suo ritmo pulsante e sicuro. Nella tenerezza, cerchiamo il punto di fusione dei due metalli preziosi, che sono l’io e il tu. Cerchiamo la temperatura che riesca a fondere il freddo della separazione e ne realizzi un amalgama tiepido, tanto quanto la condizione della vita stessa. Per questo il delitto più efferato, il male più orrendo, è tradire una richiesta di tenerezza. È successo – e succede – a tante anime anime lievi, venute al mondo solo per essere avvolte nella tenerezza profonda e profumata del miele, e che invece sono violate in un costante fraintendimento della loro struggente ricerca. Ne è un esempio Marilyn Monroe, con la sua vulnerabilità inquieta, con le tinte zuccherine e dorate dei suoi capelli, con la superficie di cipria vellutata della sua pelle, con le sue vesti leggere troppo spesso crudelmente mal comprese, compromesse, macchiate, strappate.